SOUNDRIGHTS: semplificare le licenze per tutelare il valore della musica

Semplificare le procedure di burocrazie e licenze varie per chi utilizza musica significa anche rendere più efficace il riconoscimento del valore economico di chi quella musica la crea. È uno dei principi alla base di SoundRights, la prima Licensing Automation Platform italiana dedicata alla gestione automatizzata delle licenze musicali. Durante lo sviluppo del progetto, nato dall’incontro tra il produttore musicale Simone Prandin e l’imprenditore Fabiano Buongiovanni, è emerso come molti operatori non contestino la necessità di riconoscere i diritti agli artisti, ma incontrino difficoltà nel comprendere regole e procedure per mettersi correttamente in regola. Adesso siamo pronti ad affidarci ad una semplice APP perché faccia i compiti al posto nostro? In fondo ci stiamo misurando con un nuovo problema importante: ci possiamo fidare?

«Secondo noi ha assolutamente senso parlare di fiducia tra uomo e macchina e questa nostra App in qualche modo si affida a questo senso di fiducia. Anzi, credo che la fiducia sia una delle condizioni fondamentali perché l’AI possa entrare davvero nei processi quotidiani delle persone. Ma la fiducia non si costruisce chiedendo alle persone di fidarsi della tecnologia. Si costruisce dimostrando, passo dopo passo, che quello che la tecnologia fa è corretto. In un settore regolamentato questo è ancora più importante. Per questo abbiamo cercato di non creare una sorta di “scatola nera” alla quale affidarsi ciecamente, ma un sistema nel quale l’utente possa comprendere cosa sta facendo, avere le informazioni necessarie e, quando serve, poter contare anche su un supporto umano. E poi c’è la prova più importante: l’utilizzo reale. I feedback che stiamo ricevendo da Comuni, agenzie, strutture ricettive, centri sportivi e altri operatori che utilizzano SoundRights nel loro lavoro ci stanno dimostrando che la fiducia cresce nel momento in cui le persone vedono concretamente il risultato: fanno una richiesta, il sistema gestisce il processo e ricevono le licenze. E 9 volte su 10 il passaggio successivo è sempre lo stesso: “ok gestitete tutti i nostri eventi”. A quel punto non è più una promessa sull’AI. È un’esperienza reale che possono verificare. Per noi, quindi, la fiducia si costruisce su tre elementi: trasparenza, controllo e risultati». Fabiano Buongiovanni , Co-Founder & CEO

Eccolo dunque: un unico portale attraverso il quale individuare la licenza necessaria, confrontare le alternative, ottenere preventivi e gestire la documentazione. L’intelligenza artificiale interviene nell’automazione dei passaggi ripetitivi e nell’interpretazione delle normative, riducendo il peso della burocrazia. Il bacino potenziale comprende organizzatori di eventi, discoteche, DJ, wedding planner, hotel, resort, ristoranti, bar, commercianti, centri commerciali, stabilimenti balneari e numerose altre attività. SoundRights punta così a creare un collegamento più semplice tra chi utilizza musica, le collecting society e chi la produce, trasformando digitalmente un sistema ancora fortemente legato a procedure amministrative tradizionali.

«I primi feedback sono probabilmente la cosa che ci sta dando più soddisfazione. Perché non stiamo ricevendo soltanto un “è comodo” o “è facile da usare”. Le persone ci stanno raccontando che finalmente riescono a gestire un’attività che prima percepivano come complicata e lenta, con un risparmio di tempo e di risorse molto significativo, che rende l’intero processo più sostenibile e coerente con il loro contesto lavorativo. E i feedback che per noi hanno più valore sono quelli che arrivano da chi questa attività la deve gestire in modo ricorrente e professionale: Comuni, agenzie che organizzano eventi con continuità, centri sportivi, stabilimenti balneari, villaggi turistici, alberghi e associazioni di categoria. Il caso più eclatante è stato un Comune che ci ha voluto riconoscere un bonus perchè hanno ritenuto che il valore del servizio offerto era decisamente superiore a quanto avevamo chiesto, ma soprattutto al risparmio che avevano avuto sia economico che di tempo dedicato all’attività. Sono realtà che conoscono bene la complessità del processo e che, proprio per questo, ci stanno dando indicazioni molto concrete su quello che funziona e su quello che possiamo ancora migliorare. Ci stanno arrivando anche molti suggerimenti, domande e richieste di nuove funzionalità. E per noi questo è altrettanto importante: il feedback non è soltanto una conferma che qualcosa funziona, è materia prima per continuare a costruire valore». Fabiano Buongiovanni , Co-Founder & CEO

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