A due anni dalla prima edizione, Danilo Micheli continua a consegnare al lettore con “Contro il vento, contro il tempo” un’idea del viaggio distante da quella del turismo e della semplice scoperta geografica. Sottotitolato “Diario di un vagamondo”, il libro raccoglie decenni di esperienze attraversando continenti, culture e stagioni differenti: da Capo Nord all’Isola di Wight, dall’America al Canada, dalle Isole Tonga all’Australia, dal Brasile alla Cambogia, fino al Caucaso, all’India, al Kirghizistan, all’Andalusia e all’Iran. Per Micheli partire significa soprattutto sottrarsi alle abitudini, mettere continuamente in discussione la propria appartenenza e cercare nell’incontro con gli altri una diversa percezione del tempo e della vita. È una visione maturata negli anni della controcultura e rimasta intatta attraverso oltre mezzo secolo di viaggi, spesso affrontati in autostop, con mezzi di fortuna o lavorando sulle navi mercantili. “Contro il vento, contro il tempo” diventa così il racconto di una lunga inquietudine e, insieme, il tentativo di conservare la memoria di un’umanità che secondo l’autore rischia di essere cancellata dall’omologazione contemporanea.
